Le novità nella cura dei capelli: biotech, fermentati, microbioma e bond builder

Cheratina biotech, acqua di riso fermentata, shampoo che rispettano il microbioma, bond builder, prodotti solidi: ecco le novità che stanno cambiando la cosmetica per capelli e cosa significano per te.
La cosmetica dei capelli sta cambiando
Negli ultimi anni non sono cambiati solo gli ingredienti, ma il modo di pensare alla cura del capello. Meno "pulisci tutto", più rispetto della cute. Più ingredienti prodotti in modo pulito, più attenzione all'ambiente. Ecco le tendenze principali, spiegate semplici.
Ingredienti "biotech": fatti dai lieviti
Invece di estrarre un ingrediente da una pianta o da un animale, oggi si può farlo produrre a lieviti e batteri in laboratorio. Il risultato è identico all'originale, ma più puro e più sostenibile.
- Cheratina biotech: identica a quella umana, mentre la cheratina tradizionale viene da lana o piume.
- Squalene da lieviti: prima si estraeva dal fegato di squalo, oggi non serve più.
- Acido ialuronico e collagene biotech: più puri e con dosi più precise.
Gli ingredienti fermentati
La fermentazione è la stessa tecnica di pane, vino e yogurt. In cosmetica rende gli ingredienti più piccoli, quindi assorbiti meglio, e crea nuove sostanze utili. In più hanno un pH naturalmente acido, come quello della cute sana.
- Acqua di riso fermentata: usata da secoli in Asia, rinforza e idrata il capello. Le donne Yao in Cina la usano da generazioni per capelli lunghissimi.
- Acido lattico: esfolia delicatamente la cute e toglie le cellule morte.
- Kombucha e fermenti di lievito (Galactomyces, scoperto osservando le mani morbide di chi produce il sakè): antiossidanti, rendono il capello più lucido.
Shampoo che rispettano il microbioma
Sulla cute vivono batteri e funghi utili, il microbioma. Ne parliamo nell'articolo sul cuoio capelluto sano. Molti shampoo tradizionali li eliminano insieme allo sporco, e così lasciano spazio a quelli dannosi come il fungo della forfora. Oggi si cerca invece di proteggerli:
- prebiotici: "nutrono" i batteri buoni;
- probiotici: batteri buoni, spesso inattivati;
- postbiotici: le sostanze utili prodotte dalla fermentazione.
Come riconoscere uno shampoo che rispetta il microbioma: pH tra 4,5 e 5,5, niente antibatterici aggressivi (come MIT, MCIT o triclosan), poco profumo e, nella lista ingredienti, parole come Ferment, Lysate, Inulin.
Bond builder: tinte e decolorazioni meno dannose
Tinte e decolorazioni rompono i "ponti" che tengono insieme il capello. I bond builder, nati nel 2014 (il più famoso è Olaplex), si aggiungono durante il trattamento e riparano quei ponti mentre si rompono, invece di cercare di sistemare il danno dopo. Nell'etichetta li riconosci da nomi come Bis-Aminopropyl Diglycol Dimaleate o Maleic Acid. Come sempre, se sono in fondo alla lista servono a poco.
Altre novità per chi fa trattamenti chimici:
- colorazioni senza ammoniaca: meno odore e meno irritazione, ma non per forza meno danni;
- colorazioni a pH più basso: aprono meno il capello;
- gloss e coloranti diretti: durano 4-8 settimane ma rovinano pochissimo;
- stirature con aminoacidi o acido tannico al posto delle sostanze più aggressive.
Ne parliamo anche nell'articolo sulla cheratina.
Più sostenibili
- Shampoo e balsami solidi e ricariche: meno plastica, meno acqua trasportata.
- Prodotti senza acqua: più concentrati e con meno bisogno di conservanti.
- Ingredienti da scarti: semi d'uva dal vino, sansa di oliva, bucce di melograno, proteine di lupino.
- Detergenti biodegradabili come i glucosidi, che si degradano in fretta.
Dalla Corea e dal Giappone
- La K-beauty coreana ha anticipato l'idea che i capelli sani partono dalla cute sana: fiale concentrate per la cute, essenze leggere, maschere da notte.
- La J-beauty giapponese punta su pochi ingredienti di qualità, come l'olio di camelia, ottimo per capelli tinti e secchi.
E il futuro?
- Prodotti personalizzati: già oggi alcuni marchi creano shampoo su misura partendo da un questionario online. Si studiano anche test del DNA per il capello.
- Analisi digitale: app e microcamere che analizzano cute e capello in tempo reale.
- Ingredienti nuovi da tenere d'occhio: ceramidi di nuova generazione, microalghe, olio di moringa, acido poliglutammico (un idratante ancora più potente dell'acido ialuronico).
Una regola vale anche per le novità: un ingrediente nuovo non è automaticamente migliore. Conta sempre quanto ce n'è e se è adatto ai tuoi capelli.
Il consiglio del barbiere
Seguire le novità non vuol dire inseguire ogni moda. Le tendenze che durano vanno tutte nella stessa direzione: rispettare la cute, rovinare meno il capello e inquinare meno. Un questionario online non conosce i tuoi capelli quanto chi li vede da vicino ogni mese: in negozio, con la microcamera, guardiamo com'è davvero la tua cute e ti consigliamo di conseguenza.
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Contenuto informativo: non sostituisce il parere del medico o del dermatologo.